ARHIVA   •   ARCHIVIO 

Venerdì, 26 Luglio 2013 00:00

Grisignana attraverso la storia

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Secondo il famoso storico triestino, Fulvio Salimbeni, parlare di una piccola città non fa storia, o meglio, non contribuisce alla creazione di nulla di nuovo. Tuttavia, le sue parole ci ricordano allo storico Armando Sapori, che sostiene che la storia sia tutto quello che succede, così pure gli eventi collegati alle piccole cittadine. Anche se questi eventi non hanno influenzato la direzione della storia nazionale e regionale, sono comunque conseguenza della principale corrente storica.

 

GRISIGNANA è completamente integrata in queste riflessioni sulla storia, ma noi osiamo comunque coraggiosamente affermare che le specificità della posizione territoriale, il territorio come fonte di risorse biologiche e il significato della popolazione autoctona locale, le sue usanze e la mentalità, siano essenziali determinanti del suo destino durante un passato tumultuoso e senza confronti.

Le grandi nazioni storiche che stabilivano la direzione degli eventi storici hanno avuto un notevole impatto sulla storia locale del microcosmo istriano, ma ciò non sminuisce in nessun caso il significato delle piccole città come punti di partenza dell’originalità e unicità degli eventi locali come episodi unici integrati nel macrocosmo storico europeo.

GRISIGNANA ha sopravvissuto a tutti i periodi storici proprio grazie all’energia duratura della sua popolazione donando loro la volontà di sopravvivenza nonostante la frivolezza degli avvenimenti macro-storici.

GRISIGNANA respira oggi un’aria diversa. La nuova generazione ha accettato di prendersi cura delle sue visioni, le cui inevitabili determinanti sono la creazione artistica dei suoi nuovi abitanti e l’attività economica di parte della popolazione autoctona locale basata sull’agricoltura, sull’agro-turismo e su altri tipi di turismo e artigianato, dalle piccole imprese al commercio.





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Venerdì, 19 Luglio 2013 00:00

Općinsko Vijeće i Načelnik

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OPĆINSKO VIJEĆE OPĆINE GROŽNJAN GRISIGNANA KONSTITUIRANO JE 17.06.2021.G.

Članovi su: Roberta Veroneze, Đino Antonac, Ketrin Antolović Dešković, Mauro Gorjan, Ariana Jugovac, Kristian Pucer i Čedomir Poljak.

Općinski načelnik je Claudio Stocovaz, a zamjenik načelnika iz reda pripadnika hrvatskog naroda Loreno Ferenac.

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Venerdì, 19 Luglio 2013 08:20

Akti i dokumenti

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Venerdì, 19 Luglio 2013 08:18

Uvod načelnika

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Dobrodošli u drevni Grožnjan, najbolje očuvani gradić u unutrašnjosti Istre.


Grožnjan je u cijelosti zaštićen kao spomenik kulture sa bogatom tradicijom i poviješću, a u zadnjih 36 godina međunarodno je priznat i poznat kao značajni kulturni centar. Raznoliki i visokokvalitetni kulturni programi- majstorski tečajevi i koncerti, kvalitetne selektirane izložbe, festivali i mnoge druge manifestacije, kao i prisustvo mnogobrojnih umjetnika koji tu stalno ili povremeno žive i rade doprinose da se Grožnjan sve više kulturno uzdiže, te svakom posjetitelju omogućuje da izabere nešto za sebe.

Na desetak kilometara od mora možete uživati u miru i ljepotama Zelene Istre. Grožnjanština je ekološki sačuvano područje, bogato raznovrsnom florom i faunom i prirodnim znamenitostima. Blaga klima i pogodni mikroklimatski uvjeti pogoduju proizvodnji visokokvalitetnog maslinovog ulja i kvalitetnih vina, pogotovo crvenih. U agroturističkim objektima nudi se zdrava tradicionalna hrana. Mogućnost smještaja nudi se u malim privatnim objektima. Grožnjan je poznat kao otvoreni višejezični, višekulturni gradić, ali isto tako i kao mjesto koje ponosno čuva kulturnu tradiciju svoga kraja. Pozivamo Vas da nas posjetite. Vjerujemo da nećete ostati ravnodušni i da ćete se ugodno osjećati u našoj sredini. 

Dobrodošli u Grožnjan.

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Komunalni sustav

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Giovedì, 18 Luglio 2013 11:11

Piemonte

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In mezzo alle colline che a sud, tra Grisignana e Portole, delimitano il Carso, appollaiato su un cocuzzolo a 240 m s.l.m., c'e Piemonte. E da sempre paese agricolo dai campi ben coltivati, di oliveti e frutteti, dove pero si conciava anche la pelle bovina per la fabbricazione di calzature. La cittadina aveva una doppia cinta muraria, in parte tuttora visibile, su cui si aprivano due porte, delle quali oggi soltanto una e ancora individuabile. Sopra la porta ci sono alcuni bassorilievi antichi e lo stemma della famiglia Contarini, che possedette il feudo per tre secoli. Una stradina lastricata conduce al colle dove si trova l'antica chiesa della Beata Vergine Maria del S. Rosario con il campanile.
La chiesa ha un'abside circolare ed un portale ad arco acuto, datato 1879, anno dell'ultima ricostruzione. E stata costruita nel XVI secolo e rinnovata nel 1634, quando dei quattro altari antichi non ne rimasero che due. Possedeva lampade e candelabri d'argento del VIII secolo ed uno splendido calice con medaglioni smaltati del 1476. Alla fine del XVIII secolo la chiesa lo vendette e poi fini nella collezione Rotschild. Ora si trova al Louvre, a Parigi.

L'ostensorio gotico con la raffigurazione della Vergine Maria, di S. Giovanni Evangelista e Cristo che esce dal sepolcro, risale al 1849. Accanto alla chiesa si trova l'imponente Castello di Piemonte, dell'XI secolo, conosciuto come palazzo dei nobili Contarini. All'interno c'e una casetta con la scritta "Hosteria di Valentino Valle", costruita nel 1579. Fuori della porta settentrionale e stata costruita la grande chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, la nuova parrocchiale, rinnovata nel 1792. E arricchita da quattro lesene e l'abside e circolare. Ha cinque altari e ricche decorazioni. L'altare della Beata Vergine Maria del S. Rosario e stato donato alla chiesa nel 1792 dal nobile Besenghi. A fianco del tetto s'innalza un piccolo campanile a vela in pietra arenaria.

Verso valle, prima della porta ancora esistente, si trova una chiesetta del 1556, dedicata a S. Rocco, e a circa 1 km a nord della chiesa parrocchiale c'e un cimitero con la chiesetta di S. Andrea. Piemonte fu abitata fin dall'antichita, ne fanno testimonianza gli oggetti d'epoca preromana, le tombe e le iscrizioni romane. Sono state rinvenute tracce di quella che potrebbe essere la prima strada consolare che attraversava l'interno dell'Istria. Nel 1885 vi fu rinvenuta una lapide sepolcrale a ricordo di alcuni personaggi storici. L'antico nome di questa cittadina medievale s'identifica nella forma italiana di Piemonte, conosciuto fin dal 1102, quando il marchese d'Istria Ulrico II lo dono al patriarca d'Aquileia. In documenti del 1341 e del 1508 viene anche chiamato Pyamont o Poymont. Nel 1427 i tedeschi lo chiamarono Pemund. Nel 1300 Piemonte appartenne ai conti di Pisino. In seguito divenne proprieta di Venezia, che lo contese alle schiere croate del conte di Veglia. Piemonte venne invano attaccata dai Triestini del patriarca Lodovico de' Della Torre e dal loro vescovo Negri, che in quel tempo erano in guerra con il conte di Pisino. Nel 1374, il borgo cadde sotto il dominio austriaco e fu elevato allo stato di feudo. Sottoposto ad un capitano, ebbe un'amministrazione separata, un proprio urbario ed un governatore.

Alla fine del XIV secolo inizia sul territorio la lenta immigrazione di famiglie croate. Il governo austriaco era solito assegnare la Signoria di Piemonte dietro una tassa annua, per cui i proprietari furono molto numerosi. Dopo il 1412, Piemonte venne piu volte presa d'assalto da Venezia durante le guerre contro gli ungheresi, i turchi e gli austriaci. Cio duro fino al 1511, quando venne riconquistata in via ufficiosa, ma l'annessione venne ratificata soltanto in seguito con il trattato di Vorminga. Nel 1530 la Signoria di Piemonte venne messa all'asta, a Venezia, e assegnata a Giustignano Contarini. I suoi eredi la tennero fino al XIX secolo, quando cadde sotto il dominio di Napoleone, e non molto tempo dopo, di quello austriaco. L'efficiente governo austriaco porto prosperita al paese, specie con la costruzione della linea ferroviaria a scartamento ridotto, chiamata "Parenzana". Lo sviluppo del commercio contribui ad intensificare la produzione agricola, in particolare quella frutticola e orticola. Fiori l'artigianato. Durante il governo austriaco come anche di quello italiano, Piemonte ebbe la posta, la scuola, due negozi, l'oleificio ed altri esercizi artigianali. Nel 1943, il movimento antifascista coinvolse anche Piemonte, e gli antifascisti croati ed italiani lottarono assieme contro l'occupatore tedesco. Con il Trattato di pace di Parigi, Piemonte tocco alla Jugoslavia. Per cause economiche e politiche segui un esodo di massa, tanto che delle venti famiglie d'un tempo, ora nella cittadina non e rimasto che una quarantina di persone. Questo borgo cinto da mura e da torri stupisce per la perfezione architettonica delle sue costruzioni. A chi desidera percorrere l'Istria per vedere e conoscere la sua storia e la sua cultura, una visita e d'obbligo.

 

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Giovedì, 18 Luglio 2013 00:00

Vergnacco

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Lungo la strada che attraversa la valle di Sterna, superato il paese di Marusici, si sale a sinistra accostando la sponda destra del torrente Bazuie, per una carreggiabile. Dopo 1 km si supera un ponticello fatto di traversine di ferro riempite di ghiaia. Qui un tempo esisteva un mulino di cui sono rimaste le sole fondamenta.

Si passa poi sulla sponda sinistra e dopo 2 km di salita si arriva a questo paese, ormai deserto, a 320 di altezza. Le case vuote, prive di porte e finestre, le stradine semicoperte dalle robinie – tutto provoca un senso di sconforto. La chiesetta si trova a 50m piu in alto del paese, su un'altura dalla quale lo sguardo puo spaziare lontano, ed e abbandonata come pure il cimitero adiacente.

Era dedicata alla Beata Vergine Maria Addolorata, e la sua costruzione risale al 1892, come testimonia la data incisa sul portale in pietra calcarea. E stata consacrata nel 1901. Attraverso la porta spalancata si intravvede l'interno dove c'e ancora l'altare, ma il resto dell'arredo e stato portato via. Dall'altura dove si trova la chiesa, si puo osservare il villaggio sottostante. La chiesetta ha un campanile a vela con bifora, senza campana. Fino al 1930 appartenne alla pieve di Sterna e in seguito venne annessa a quella di Collalto.

Di fronte al paese si trova il dosso di Gradigna o Gradegna, che termina con il monte Fineda. E circondato da castagni, querce e alberi da frutto, interposti a terreni incolti sfruttati per il pascolo di capre e cavalli. Superata la chiesa, una mulattiera si inerpica per una dorsale fino a Semi, un paesino quasi totalmente abbandonato. Il torrente Bazuie scorre ad ovest del paese. Nasce a Collalto, e s'inabissa in una foiba, al limite d'una strada asfaltata che da Marusici porta a Sterna. Un tempo, qui c'erano due mulini.

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Giovedì, 18 Luglio 2013 11:00

Sterna

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Un tempo, la giurisdizione di Sterna era molto ampia: comprendeva i paesi di Cuberton, Toppolo, Cucciani, Ceppi e Gradena. Anticamente era conosciuta con il nome di Cisterna di Grisignana, perché ne faceva parte. Il toponimo Sterna e la forma abbreviata di Cisterna, poiché deriva dalla sorgente perenne che qui alimenta sei fosse nella valle a nord della chiesa. Nel 1067 il feudo, chiamato allora Steina, fu ceduto dall’imperatore tedesco Enrico IV al vescovo di Frisinga. Nel 1102 il marchese Ulrico II dono Sterna al patriarcato d’Aquileia, che lo diede in feudo al vescovo di Cittanova. I patriarchi cedettero Sterna nel 1260 ad Almerico XXX di San Giorgio in Laymis, dopo di che passo ai conti di Gorizia e a meta del XIII secolo entro a far parte della signoria di Momiano. 

Quando nel 1358 Venezia acquisto Grisignana con tutto il suo territorio, anche Sterna divenne proprieta veneta. Nel 1420, con la conquista di Venezia della parte patriarchina dell’Istria, Sterna passo sotto la giurisdizione di Pietra Pelosa, e nel 1564 parte divenne feudo della famiglia Gravisi e parte della famiglia Del Bello. Durante la guerra tra Venezia e la lega di Cambrai che duro dal 1508 fino al 1516, Sterna fu piu volte devastata dai mercenari di ambedue gli eserciti. Il paese si trova a 304 m di altitudine e l’abitato e leggermente sopraelevato rispetto la chiesa, che si trova in un piccolo avvallamento del terreno carsico. 

Le case in muratura a vista parte sono in pietra arenaria grigia, e parte in pietra bianca calcarea. Sterna si raggiunge per una strada che, se presa dal lato sud, di fronte a Castelvenere svolta a destra. Questa strada divide nettamente la zona settentrionale marno-arenacea da quella meridionale, calcarea. Anticamente la chiesa aveva una pieve molto ampia e tutte le chiese del territorio erano sotto la sua giurisdizione. Eretto nel 1791, il campanile ha una torre ottagonale che termina con una cuspide conica. La chiesa, staccata dal campanile, e stata costruita nel 1746, come riporta la scritta su un’architrave bianca e nel 1753 e stata consacrata dal vescovo

 

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Giovedì, 18 Luglio 2013 00:00

Parenzana

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La ferrovia venne aperta al traffico nel 1902. Attraversando l’interno dell’Istria, rese possibile la comunicazione tra molti paesi e centri cittadini, cio che favori la vendita dei raccolti.

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